
No, no, la signora nella foto non è Emma Marcegaglia ma Sabina Guzzanti che la imita. Sì, sì, il giornale che ha preso questa imbarazzante topica è proprio la Gazzetta di Parma…

No, no, la signora nella foto non è Emma Marcegaglia ma Sabina Guzzanti che la imita. Sì, sì, il giornale che ha preso questa imbarazzante topica è proprio la Gazzetta di Parma…

Interessante spunto di riflessione, utile per un bel transfer didattico…
Quest’opera è protetta dalla licenza per il riuso dei Learning Object.
La fase di ideazione ha un suo epilogo naturale nella presentazione dei risultati al resto della classe, ed eventualmente ad altri soggetti importanti per il progetto. Gli alunni di un gruppo devono decidere come distribuirsi le parti, devono sincronizzarsi al meglio, devono imparare a utilizzare il tempo a loro disposizione nel modo più efficace, devono imparare a finalizzare l’esposizione (Enzo Zecchi)
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Lo studio di fattibilità è il secondo prodotto atteso della fase di ideazione. L’analisi delle attività necessarie per il conseguimento degli obiettivi è un momento educante. Si tratta di cominciare a concepire una sorta di macro programmazione; solo a pochi viene naturale farlo. I ragazzi che riescono da subito dimostrano di possedere notevoli capacità di riflessione, di ragionamento astratto; tutto ciò diventa anche un’ottima indicazione per l’orientamento (Enzo Zecchi).
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La mappa split tree è il primo prodotto atteso della fase di ideazione. Per allenare le competenze (life skill), sulla base della nostra esperienza risulta efficace far ragionare gli alunni in termini di individuazione dell’utenza del progetto, analisi dei bisogni da soddisfare e definizione degli obiettivi da raggiungere (Enzo Zecchi). In ogni caso, guardatevi il video, e ditemi cosa ne pensate…
Splendida serata quella di ieri a Casalmaggiore. Un concerto toccante, con un solista sontuoso (Roberto Cappello), un eccellente direttore (Matteo Pagliari), e un’orchestra di giovani (Conservatorio di Parma) che ha dato davvero ottima prova di sé. Vi propongo un piccolo estratto audio (imperatore): il finale del primo movimento dell’Imperatore di Beethoven… un omaggio a chi se lo merita…
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Un common craft che spiega la fase di ideazione secondo il modello Lepida Scuola. Scelta dei temi, composizione dei gruppi, e prodotti attesi per orientare il processo di formazione e realizzazione delle idee all’interno di una didattica per problemi e progetti. Il video è stato realizzato in collaborazione con Greenteam di Bologna (v. crediti finali).
Nel giugno del 2011, al Sant’Orsola di Bologna, vennero alla luce due gemelline siamesi unite per il torace e con il cuore e il fegato in comune. Le drammatiche condizioni di salute delle bambine, e la necessità di un intervento chirurgico per garantire la sopravvivenza di almeno una delle due sorelle, trasformarono da subito questo complesso caso medico in una questione etica. Nel dibattito furono coinvolti i genitori, i medici, anche comitati di bioetica e autorità religiose e, di riflesso, l’opinione pubblica. A favore dell’intervento si schierarono alcuni ecclesiastici come monsignor Rino Fisichella
Si deve prendere in considerazione il fatto che ambedue le gemelle potrebbero morire per la situazione precaria in cui si trovano. In questo caso il tentativo medico di intervento per salvare almeno una vita sarebbe lecito
e il cardinal Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna
Nel caso estremo e drammatico di pericolo di vita per entrambe, se non ci saranno alternative possibili sarà sostenibile l’intervento di separazione, perché questo avrà il solo scopo di salvaguardare la vita di una gemella
Anche il filosofo Roberto Brigati, in un’intervista a Repubblica, diede il suo contributo mettendo in rilievo l’inadeguatezza di ogni strumento prescrittivo nel discriminare questioni così speciali.
Questo è un caso che mi conferma una convinzione, che sta prendendo piede nella filosofia di oggi, e cioè che un approccio puramente normativo all’etica non è sufficiente, non arriva neanche vicino ai problemi reali e ai casi concreti. Non si tratta di dare regole universalistiche, né di impartire lezioni più o meno autorevoli: si tratta di occuparsi delle persone, di aiutarle e di fare il possibile per renderle autonome.
Purtroppo, il rapido peggioramento del quadro clinico rese l’operazione chirurgica del tutto vana. A poco più di due mesi dal parto, le bambine morirono, lasciando nel dolore i loro genitori e in un’indefinita astrazione il dibattito che su quella vicenda era nato.
Resta oggi l’eco di quelle questioni di fondo, che riguardano l’autonomia degli individui, il ruolo della scienza nel chiarire il processo decisionale, il peso delle religione nell’orientare le nostre scelte. È per questo che vorrei postare l’intervista di Roberto Brigati per intero. Perché in quelle poche righe sono condensati problemi enormi, che riguardano la nostra specificità esistenziale.
La libertà è un postulato della vita etica. E questa libertà va coltivata e difesa ma soprattutto non appaltata. La scelta, per essere veramente tale, non può essere la deterministica applicazione di una serie di norme. Essa prende forma nella solitudine della coscienza e deve rispondere esclusivamente alla legge morale che ogni individuo, in quanto essere razionale, porta dentro di sé.
“Non servono lezioni, non tengono le regole, che alla fine sono prevaricazioni, occorre stare vicino a questi genitori, sono state le mie studentesse a insegnarmelo”. Roberto Brigati insegna filosofia morale all’Alma Mater. Laico, 50 anni e una vicenda umana (sangue infetto trasfuso che lo ha condannato a una malattia dolorosa) che lo coinvolge più intensamente sui temi di bioetica affrontati per mestiere. E il caso delle gemelline siamesi lo ha particolarmente colpito: “Se sopravviveranno, anche solo una, non potranno correre come gli altri bambini. Anche io vivo con tante limitazioni, ma vivo”.
Professore, di fronte a questo drammatico caso quale può essere il parere di un filosofo laico?
“Questo è un caso che mi conferma una convinzione, che sta prendendo piede nella filosofia di oggi, e cioè che un approccio puramente normativo all’etica non è sufficiente, non arriva neanche vicino ai problemi reali e ai casi concreti. Non si tratta di dare regole universalistiche, né di impartire lezioni più o meno autorevoli: si tratta di occuparsi delle persone, di aiutarle e di fare il possibile per renderle autonome. Questa è un’idea che percorre oggi il pensiero femminile: la morale, la moralità, è qualcosa che non può far a meno della relazione, del prendersi cura, dello sguardo sul particolare”.I genitori, saputo delle condizioni delle gemelle in gravidanza, hanno scelto di dare la vita, aiutati dalla fede. Ora, è la scienza ad essere interpellata. I cattolici dicono: lasciate fare alla natura. I medici hanno chiesto un parere ai giudici. Chi ha l’ultima parola?
“I genitori, solo loro possono decidere. Ovviamente informati dai medici. In questo senso sono contento che in un momento pur così infelice ci sia stato un buon dialogo tra genitori, medici, comitati etici, persino autorità religiose. Chi si scandalizzerebbe se una coppia ebrea chiedesse un parere al rabbino o una musulmana al mufti? L’essenziale è che si parli per aiutare e non per prevaricare, che si faccia di tutto per favorire una decisione libera e matura, non per decidere al-posto-di”.Così il peso grava tutto sui genitori.
“Noi bioeticisti o giuristi o preti domani penseremo ad altro, ma loro saranno ancora lì, dovranno affrontare i momenti più difficili. Se almeno una bimba sopravvive, e me lo auguro, chi le racconterà che lei vive grazie alla morte di una sorella un po’ speciale che era un po’ anche una parte di lei?”.La scienza perde la parola di fronte a questi casi?
“In queste decisioni etiche profonde non è che io o il medico o il giurista o il prete sappiamo qualcosa che i genitori non sanno. Ci possono essere dei fatti tecnici che la scienza ha il dovere di far presente, cioè la decisione deve appoggiarsi sulle migliori conoscenze che sono a disposizione; ma alla fine nemmeno la scienza può sostituirsi alla persona”.Via La Repubblica
Obama annuncia il suo piano economico: tagli al deficit ma anche nuove misure per il lavoro. Il disavanzo pubblico deve scendere da 1.330 a 900 miliardi l’anno prossimo. Gran parte dell’austerità andrà a pesare sui ricchi, con la fine degli sgravi fiscali di Bush e una nuova tassa sui milionari (aliquota 30%). L’insieme dei nuovi prelievi sui ricchi e sulle imprese dovrà raccogliere 1.500 miliardi di gettito in dieci anni. Tassati con aliquote superiori anche i dividendi. Via alle agevolazioni fiscali per l’industria petrolifera. Più spese per la scuola, le infrastrutture, gli aiuti ai disoccupati. E per la prima volta il budget della Casa Bianca diventa un’applicazione iPad e iPhone: per risparmiare carta.
La nuova arma di Obama in campagna elettorale: Truth Team, la task force della verità. Su diversi siti Internet fornisce a tutti i sostenitori del presidente gli elementi fattuali per contrastare la
propaganda della destra. Verità semplici, dati essenziali da ricordare, sul bilancio di questa Amministrazione e contro le accuse dei repubblicani.
Via Federico Rampini.